Il Tumarrano.

Il nome viene probabilmente da Marran, la denominazione del titolo che attraversa il territorio. Il Trovato lo fa derivare da any-murran, “Luogo di riposo presso l'abbeveratoio del frassino” Il Tirrito Ritiene che le rovine del Tumarrano siano quelle che si vedano al Casalicchio.

Il casale fu certamente importante poiché nella controversia con quello della Garcia si nomina un certo Sanson che ne era baiulo.

 

Lo Spata nel volume Le Pergamene greche riporta il diploma con cui si conclude la lunga controversia di confini tra gli abitanti di Karsa e del Tumarrano. Sono presenti, davanti ad Eu genio di Cales, inviato dal vescovo di Cefalù per tutelare i suoi in teressi nella zona, i "senes de regimine" delle terre vicine di Micciche, Casaba, Cassaro, Gurfa, Vicari, Ciminna, Petralia, Caltavuturo, Polizzi, Cammarata e Cuscasino. Essi, dopo aver prestato giuramento,riconoscono i confini dei due territori come sono segnati in uno scritto tenuto in mano de Sansone, baiulo del Tumarrano. Il confine "sale lungo il fiume che discende al casale Zyét e volge alla mandra chiamata Zumach e poi sale a Muddoc e di là va sino alla serra chiamata Nadur Lacséf e di là scende al vallone detto Chandac Elaphe cioé Vallone di Bruca che discende a Miste al balat e, attraversato lo stesso torrente, sale lungo la serra sino alla serra che ha tre pietre immobili sino alla porta detta Bebelgeramine, cioé porta del cervi, dove è la rocca in cui c'è un antro chiamato Gar Legibe e donde scende alla fonte detta Ayn Saddit che é presso la mandra Algeramine e poi scende al vallone Megel, cioé Cisterna e di là sale serra serra, fino a Gar Ilme chiamato Megin nella parte meridio nale del Tumarrano e scende serra serra, sino alla cima del monte chiamato Mikal-sintil".

 

Gli anziani cristiani furono il notaio Basilio di Cefalù, il notaio Nicolò di Petralia, giustiziario, il sacerdote Cololanno di Vicari, Syr Bonomo di Cuscasino, Syr Ricalimus di Caltavuturo, Syr Giovanni, suocero di Benedetto, e l'abate di Biccari Churagnatus, il sacerdote Pietro di Vicari e Bernardo sacerdote, Giovanni Sasso, Amato e Benedetto Corbiso e Basilio Hagius, tutti di Cammarata, gli anziani saraceni furono il gaito Rohonun di Micciché, l'anziano Aly, figlio di Ychia di Micciché, il vecchio Calif, figlio di Hu mur di Micciché, il gaito Humur di Micciche e il gaito Aly Elboni fati di Gurfa e il gaito Aly Petroliti del Casale di Yale e Rubiker, fi glio del sucentore del casale di Yale, il gaito Chuseyn, figlio di Abdelmuchsen di Cassaro e Brahym, figlio di Humur di Cassaro. Dalla descrizione fatta nel documento si ricava che il Tumarra non aveva una porta la Porta dei cervi e una rocca, forse fortificata.

 

Il suo territorio era ben definito, come quello, supponiamo, degli altri casali e delle altre terre. Non si nominano anziani del Tumarrano, ma il baiulo Sansone, segreto della doana (amministrazione) con il suo ufficio ci fa legittimamente ritenere che esso avesse una organizzazione civica come le terre del tempo. Ci sembra superfluo far notare -- anche perché già detto - che A nomi degli anziani di Cammarata sono tutti greci o latini, mentre la maggior parte di quelli delle terre vicine sono arabi.

Tratto dal libro del monsignor Domenico De Gregorio  "Cammarata notizie sul territorio e la sua storia" del 1986

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