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Una montagna di eccellenze
area attrezzata savochello

Area attrezzata Savochello

L'area attrezzata di Savochello-Monte Cammarata si trova all'interno di una bellissima pineta dotata di un'area ricreativa per i bambini, in grado di accogliere sino a 300 visitatori. Per raggiungerla bisogna seguire la strada che da Santo Stefano di Quisquina porta a Cammarata. Giunti al demanio forestale denominato Ledera, segnalato da specifici cartelli, bisogna imboccare l'unica strada che conduce sulla cima del monte. L'area è dotata anche di servizi igienici, punti di cottura, piste ciclabili e sentieri natura.

Natura

Un territorio straordinario in Sicilia tutto da scoprire

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  1. Cammarata: Si trova nella provincia di Agrigento ed è caratterizzato dal Monte Cammarata (1578 m), il secondo più alto dei Monti Sicani dopo Rocca Busambra. Questo monte è un rilievo calcareo risalente all'era Mesozoica.
     

  2. San Giovanni Gemini: Anche questa località si trova nella provincia di Agrigento. È caratterizzata da un paesaggio prevalentemente montuoso, con rilievi calcarei dell'era mesozoica.
     

  3. Santo Stefano Quisquina: Questa località, situata anch'essa nella provincia di Agrigento, ospita tra i suoi rilievi il Monte Gemini (1397 m), un'altra formazione calcarea dell'era Mesozoica.
     

  4. Serra Quisquina (1059 m): Un rilievo calcareo dell'era Mesozoica situato nella provincia di Agrigento, fa parte dell'area dei Monti Sicani.
     

  5. Serra della Moneta (1188 m): Questo rilievo è un altro esempio di formazione calcarea risalente all'era Mesozoica, che si trova nella stessa regione.
     

  6. Pizzo della Rondine (1246 m): Situato nella provincia di Agrigento, è un altro rilievo calcareo dell'era Mesozoica che fa parte dei Monti Sicani.

Il territorio e la storia dei monti Sicani

Originati dalle dinamiche tettoniche che interagiscono con le placche terrestri, i continenti iniziarono a prendere forma nell'Era Mesozoica, un periodo che ebbe inizio 245 milioni di anni fa e si concluse 68 milioni di anni fa. In un arco di tempo di 167 milioni di anni, i continenti si evolsero fino a raggiungere forme simili a quelle attuali.

Nel corso del Mesozoico, un'era caratterizzata da un clima caldo e umido, si assistette alla diffusione di rettili terrestri, acquatici e volanti, onnivori, carnivori e erbivori, che popolavano le lussureggianti foreste primordiali. Le variazioni climatiche trasformarono queste foreste in depositi di carbone, catalizzando l'evoluzione di specie più ricche e variegate. Le conifere furono le prime a comparire, seguite da una miriade di altre piante. Solo verso la fine dell'Era, la vegetazione iniziò ad assomigliare a quella che conosciamo oggi.

Con l'evoluzione del clima, i grandi rettili scomparvero, facendo spazio a uccelli e mammiferi, più adattabili al nuovo clima. Tra gli invertebrati, gli ammoniti divennero predominanti, e oggi sono considerati fossili guida dell'Era Secondaria. Le nostre montagne, un tempo sommerse nel Mediterraneo, emersero nel Mesozoico, a causa del ritiro delle acque dovuto alle elevate temperature.

Monte Cammarata è un esempio evidente di questa trasformazione geologica, con la sua diversità di "tipi litologici": argilliti e calcareniti, calcari e granatine, tipici del Mesozoico. Le sue stratificazioni rocciose includono formazioni di argilla verdognola e nerastra, con venature di calcite, e strati con formazioni di calcari e granatine con colature di calcarenite, che costituiscono l'ossatura del monte. Tra i fossili trovati, vi sono halobie, daonelle (molluschi senza testa con un sacco viscerale racchiuso nella conchiglia, antenati delle moderne patelle) e poseidonie (alghe).

Similarmente, sono stati rinvenuti fossili nei Monti Sicani e nelle Madonie, in particolare a Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina (provincia di Agrigento), regioni caratterizzate da rilievi calcarei risalenti all'era mesozoica. 

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Il monte Cammarata

Sorgendo a un'altitudine di quasi 1600 metri sul livello del mare, il Monte Cammarata rappresenta un elemento fondamentale nell'orografia della regione dei Sicani in Sicilia. La vista panoramica dalla sua vetta si estende all'infinito, offrendo uno spettacolo mozzafiato dell'intera isola. Immerse in rigogliose foreste, le due aree attrezzate del monte costituiscono un rifugio ideale per rilassarsi e riposarsi dopo un'escursione.

Composto principalmente da rocce calcaree, il Monte Cammarata è caratterizzato da una varietà cromatica straordinaria dei suoi marmi. Le tonalità spaziano dal bianco crema cenere al grigio avorio, con delicati sfumature azzurre. La cima della montagna è abitata da oltre 150 specie di piante erbacee, molte delle quali rappresentano endemismi rari. Nel corso del tempo, grazie a un processo di erosione lento e costante, l'intera catena montuosa si è modellata in una serie di picchi, gole e pareti verticali, creando scenari di straordinaria bellezza che lasciano senza fiato.

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Antiche trazzere e sentieri 

Esiste ancora un antico sentiero che serpeggia da Santa Lucia fino alla Contrada Caddeddi, il primo rifugio lungo il percorso. Questo sentiero, interrotto solo dalla strada, prosegue poi fino alla cima del Monte Cammarata. Un'antica mulattiera parte invece dal secondo rifugio e attraversa la Contrada Ledera, risalendo fino alla suggestiva "nivera del baglio". Questa mulattiera veniva utilizzata negli anni '50 e '60 per il trasporto del ghiaccio utilizzato per le granite in tutti i paesi della provincia.

Una trazzera si diparte dall'area dello Stretto di Vacca, proprio all'altezza della piscina provinciale attuale. Si addentra nel bosco di Sant'Onofrio, dove si trova la chiesetta a lui dedicata e di fronte alla misteriosa grotta omonima, invisibile agli occhi. Proseguendo, si arriva alla meravigliosa riserva del barone Coffari, dove si possono osservare i resti della villa dei Branciforti, descritti con cura dallo storico Caruso nei secoli XVII-XVIII. In questo luogo, nascosti dalla fitta vegetazione, si possono notare imponenti mura perimetrali e abbondanti frammenti di ceramica sparsi nel terreno circostante. Le fontane descritte da Caruso erano alimentate dalle sorgenti di San Michele. La trazzera attraversa un bosco dominato principalmente da roverelle, querce e lecci, e offre un ricco spettacolo di fauna avicola e terrestre.

Un percorso naturalistico inizia dalla biforcazione di Romeo, poco dopo il secondo rifugio, e scende fino alla Portella della Venere. Qui sono ancora visibili i resti di una chiesa bizantina omonima, risalente ai secoli V-VII d.C. Il percorso risale quindi verso Monte Venere, conosciuto anche come Monte Gemini, attraversandolo per tutta la sua lunghezza, per poi arrivare alla Portella dei Daini nella Contrada Gargiuffè. Da qui, nelle giornate limpide, si può ammirare il mare di Termini Imerese e parte della costa trapanese. Guardando verso Palermo, lo sguardo si posa sulla maestosa mole di Rocca Busambra, meglio conosciuta come Bosco Ficuzza.

Un altro percorso ha inizio da Serra Canale e attraversa il versante nord-ovest della montagna. Arrivato alla "zotta da vecchia", un pittoresco laghetto naturale celato da una fitta vegetazione, il percorso segue le acque sorgive del torrente Cacagliommaro. Più in alto, un altro itinerario simile parte dal primo rifugio e conduce all'area attrezzata del Savochello, per poi raggiungere i tornanti nella Contrada Prussiano. Da qui, è possibile ammirare la leggendaria fontana "luce di luna". Il nome di questa fontana, probabilmente, trae origine da un antico culto pagano. Si racconta che durante certi periodi dell'anno, quando la luna raggiunge una certa alte

zza nel cielo, si riflette perfettamente nella fontana. Nella storia, questi avvenimenti si verificavano durante particolari fasi di allineamenti astronomici, creando misteriose triangolazioni con insediamenti situati nelle vicinanze.

I sentieri e le tracce di storia che attraversano il Monte Cammarata offrono una miriade di esperienze da vivere, immergendosi in una natura straordinaria e nei segreti di un passato affascinante.

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La riserva naturale (Flora e fauna)

Flora
Le pendici del suggestivo Monte Cammarata sono arricchite da un antico querceto che ospita maestosi esemplari di leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens), che si fondono armoniosamente con l'elegante presenza del carrubbo (Ceratonia siliqua) e altre specie affascinanti come i cedri (Cedrus sp.), i cipressi (Cupressus sempervirens), i pini (Pinus sp.) e gli aceri (Acer sp.) che sono stati introdotti per rimboschimenti. Sulle cime del monte, invece, emergono con forza le euforbie (Euphorbia rigida) e il sorbo meridionale (Sorbus graeca), creando una scenografia unica. Ma la vera ricchezza del Monte Cammarata risiede nella presenza di numerose specie endemiche, vere e proprie gemme della natura siciliana, come il dente di leone siciliano (Leontodon siculus), la sesleria dei macereti (Sesleria nitida), il senecio siciliano (Senecio siculus), la bivonea gialla (Bivonaea lutea) e la camomilla delle Madonie (Anthemis cupaniana), che arricchiscono ulteriormente il patrimonio botanico dell'area.

I Monti Gemini e Serra della Moneta, che circondano il Monte Cammarata, offrono incantevoli rimboschimenti dominati dai possenti cedri (Cedrus sp.), dagli affascinanti aceri (Acer campestre e Acer pseudoplatanus) e dai maestosi pini d'Aleppo (Pinus halepensis). Invece, sulla vetta di Pizzo Rondine si trovano suggestivi frammenti di leccete (Quercus ilex), un vero e proprio regno di tranquillità e bellezza.
 

Fauna
La riserva naturale del Monte Cammarata ospita una variegata e affascinante fauna che popola questi splendidi ambienti. Tra i mammiferi, è possibile avvistare creature affascinanti come la vivace volpe (Vulpes vulpes), il simpatico coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), la rapida lepre (Lepus europaeus), la graziosa donnola (Mustela nivalis), l'originale istrice (Hystrix cristata), il curioso riccio (Erinaceus europaeus) e il delicato topo quercino (Eliomys quercinus).

L'avifauna del Monte Cammarata è di straordinaria ricchezza, con una varietà di specie sia stanziali che migratorie. Tra i protagonisti alati di queste terre si possono ammirare il colorato regolo (Regulus regulus), la sfuggente beccaccia (Scolopax rusticola), la melodiosa capinera (Sylvia atricapilla), il melodioso merlo (Turdus merula), l'agile rampichino (Certhia brachydactyla), lo vivace scricciolo (Troglodytes troglodytes), la viv

ace cinciallegra (Parus major), il grazioso pettirosso (Erithacus rubecola) e l'energico luì piccolo (Phylloscopus collybita). Oltre a questi, sono presenti numerosi rapaci, sia diurni che notturni, che solcano i cieli del monte, come il veloce gheppio (Falco tinnunculus) e la maestosa poiana (Buteo buteo), così come l'osservatore notturno assiolo (Otus scops), la sagace civetta (Athene noctua), l'elegante allocco (Strix aluco) e il silenzioso barbagianni (Tyto alba). È impossibile non menzionare la presenza del picchio rosso maggiore (Picoides major) e della rara coturnice sicula (Alectoris graeca whitakeri), due specie che lottano per la sopravvivenza e rappresentano un patrimonio da proteggere con grande impegno.

Il Monte Cammarata è un vero paradiso per gli appassionati di flora e fauna, un luogo magico che ti avvolge con la sua bellezza e ti regala incontri indimenticabili con la natura selvaggia.

sicanians
grotte acquafitusa cammarata

Siti archeologici

Numerosi sono i siti sparsi nel territorio Sangiovannese e Cammaratese, ai piedi dei
Monti Gemelli, Gemini Montes secondo la citazione di Plinio il Vecchio, che
testimoniano il passaggio di antichi popoli, dai Sicani ai Greci ai Romani ecc.
proviamo ad individuarne alcuni:


ZONA FILICI: necropoli romana
ALTA MONTAGNA: pochissimi resti di chiese bizantine Sant'Elia e Santa Venera
CONTRADA PRUSSIANO: resti sparsi di ceramiche risalenti a varie epoche
CONTRADA MANCUSO: tombe nelle rocce
CONTRADA GIARDINELLO: tombe nelle rocce e tracce di insediamenti rurali
CONTRADA MELACO: tombe nelle rocce
CONTRADA ROCCA BRUARO: grotte di San Matteo
CONTRADA PUZZILLO: oltre alle grotte dell’Acqua Fitusa sono state rinvenute tracce di  

insediamenti paleolitici, mentre sulla Montagnola sono stati  ritrovati resti di una cittadella.
VALLE DEL TUMARRANO: insediamenti al Casalicchio di epoca preistorica e romana.
CONTRADA BUFFA: tombe e resti di fontane di epoca romane
CONTRADA MONTAGNOLA DI PASQUALE: resti di antiche abitazioni di chiese romane bizantine
CONTRADA CASABEDDA: insediamento rurale di epoca ellenistico romana
CONTRADA LA FITUSA: resti di antichi casali e necropoli nelle rocce
CONTRADA MONTONI PERCIATA: tombe paleolitiche nelle rocce
CONTRADA SPARACIA: tombe del paleolitico
CONTRADA COZZO SUGHERO: tombe preistoriche e romane
CONTRADA SAN MICHELE: resti di insediamenti di probabile origine punica.
CONTRADA FOSSI: cavità naturali nella storia utilizzate come sepolcri.

Le grotte dell'acquafitusa

La suggestiva sorgente di ''Acqua Fitusa'' si trova a otto chilometri dal centro di San Giovanni Gemini, sulla destra del vecchio tracciato della statale 189 Pa-Ag. Nonostante la loro inaccessibilità al pubblico, queste grotte rivestono un interesse particolare per la loro formazione geologica e la loro importanza storica.

Le grotte di ''Acqua Fitusa'' emergono vicino a una parete rocciosa che si affaccia principalmente a est, nella contrada di San Crispino, a nord della più conosciuta contrada di Puzzillo. Si pensa che queste grotte siano state abitate durante il periodo epipaleolitico, come testimoniato dai reperti litici e dai manufatti trovati al loro interno.

Nonostante non sia possibile esplorarle direttamente, le grotte di ''Acqua Fitusa'' sono state descritte come impressionanti, con una gigantesca cupola alta almeno 20 metri e un diametro di circa 50 metri. Le formazioni tipiche di queste grotte, come stalattiti e stalagmiti, creano una spettacolare varietà di colori, tra cui il bianco, il rosa e il nero.

Le acque delle sorgenti di ''Acqua Fitusa'' sono classificate come minerali, ipotermali e sulfuree-salsobromo-iodiche-alcaline, e sono state tradizionalmente apprezzate per le loro potenziali proprietà terapeutiche, in particolare per il trattamento di alcune malattie della pelle.

Nonostante non sia possibile accedere direttamente alle grotte, la loro bellezza e il loro significato storico continuano a suscitare fascino e curiosità.

La grotta del baglio

Per raggiungere la suggestiva Grotta del Baglio, si parte dal secondo rifugio e si percorre l'antica mulattiera che un tempo veniva utilizzata per il trasporto dei blocchi di ghiaccio provenienti dalla "nivera" e destinati ad approvvigionare di ghiaccio i paesi della provincia. Lungo la salita, il panorama è semplicemente mozzafiato, con le profonde valli che circondano "i Gemelli" che si estendono fino ai paesi lontani, alle cime dell'Etna, alle Madonie e alle coste trapanesi, attraverso i contrafforti delle montagne come Cozzo tre Monaci, Chirumbo, Gallinica e così via. L'ambiente è pervaso dagli odori dell'origano, del timo e della valeriana, e ricco di tracce degli animali che popolano queste zone, come lepri, volpi e cinghiali.

Proseguendo lungo questo percorso, si arriva a una vasta conca, un anfiteatro naturale che si apre ai piedi di un costone roccioso. Questa conca è tutto ciò che rimane della Nivera del Barone, menzionata anche da Leonardo Sciascia in una delle sue opere. Sopra di essa, si trovano i resti di una costruzione rettangolare, la cui origine primaria è sconosciuta, ma che in epoca più recente venne utilizzata come ricovero dai pastori. Verso sud-ovest, si notano spaccature nelle pareti rocciose che conferiscono un fascino selvaggio al luogo. Attraversando un piccolo canyon, si arriva alla "Grotta del Baglio", il cui ingresso è attualmente inaccessibile a causa di un grosso masso che ostruisce l'ingresso principale. Tuttavia, si sa che questa grotta nasconde un altro passaggio orientato verso est. Sia le leggende che la storia fanno riferimento alla Grotta del Baglio, menzionata da autori come Tirrito, Caruso, Cascini e Fazzello.

Si narra che sul Monte Cammarata, a poche centinaia di metri dalla cima, si trovi una grotta che si insinua all'interno della montagna e che, passando sotto il paese, arriva alla base della collina di Tribico, Tribisco o Puzzillo, sbucando alla sorgente di Acqua Fitusa. Si ipotizza che questa grotta possa essere collegata ad altre cavità presenti in questa zona, dove sono state scoperte tracce di insediamenti paleolitici e resti di una cittadella nelle vicinanze della collina. Tuttavia, finora non sono state effettuate esplorazioni ufficiali. Dalle informazioni raccolte, si sa che l'ingresso della grotta presenta una pendenza verso il basso, e attraverso un passaggio si accede a una camera di forma quadrata, le cui pareti sono incise con segni che potrebbero essere attribuiti agli antichi cristiani.

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I sentieri consigliati

L'Azienda Demaniale Forestale in numerosi punti della Riserva ha realizzato aree di ristoro con tavoli, la struttura con griglia per la cottura di carne e altri cibi, fontane d'acqua e bagni. Esistono anche diversi sentireri per chi vuole effettuare escusrsioni attraverso i quali si possono ammirare splendidi panorami e centinaia di specie erbacee endemiche e con un pò di fortuna si potranno incontrare anche specie fauniste protette.

La Riserva comprende anche il Fondo Salaci ex tenuta Coffari, un'area estesa 15 ettari, un esempio di macchia mediterranea di enorme interesse. In essa si alternano fitto bosco e presenze erbacee  di grande interesse botanico. La Riserva dispone di un'area attrezzata fornita di servizi igienici, punti cottura, sentieri natura, piste ciclabili e uno spazio arredato con giochi per bambini. All'interno di questa area protetta sono stati allestiti alcuni sentieri che consentono di conoscere il meraviglioso ambiente naturale.

Di seguito ne segnaliano alcuni.

- Itinerario Pizzo della Rondine

Questo percorso è perfetto per godere della natura e dei paesaggi della Riserva, da questi luoghi si possono ammirare panorami stupendi della Sicilia centrale e dei Monti Sicani. Attraversando rigogliosi querceti con un florido sottobosco si giunge sulla vetta Pizzo della Rondine a quota 1246 m. s.l.m. da dove si può ammirare un panorama straordinario. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 al km 9 dopo “ Casa Prussiano”; lunghezza del poersorso 6 km; tempo di percorrenza 3 ore; difficoltà media.

- Sentiero Monte Cammarata

Il sentiero percorre le scoscese pendici del monte, fra le folte boscaglie e gli estesi prati, fino a toccare la cima del monte dove si possono trovare particolari specie di una certa importanza botanica. Lungo il percorso ci si può fermare per osservare la niviera meglio conservata della riserva, costruita a mezza costa sfruttando una cavità naturale con una parete di pietra a secco. Dalla vetta si può godere di un panorama straordinario. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 dopo il “Belvedere”; lunghezza del percorso 6,3 km; tempo di percorrenza 5 ore; difficoltà medio alta.

- Itinerario dei marcati

Lungo questo cammino è possibile soffermarsi per conoscere gli antichi marcati, i tipici ricoveri in pietra per l'allevamento degli ovini. Il marcatu in genere è costituito da: un rifugio per il pastore, chiamato pagliaru, dai recinti per gli animali, da una postazione per la mungitura, chiamata vadile, da un rifugio per gli agnellini rimasti orfani, chiamato zirmuni, e da una postazione adeguata per la produzione del formaggio e ricotta. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 al km 22 ; lunghezza del percorso 7,8 km; tempo di percorrenza 3 ore e 30 minuti; difficoltà bassa.

Non solo natura, scopri cosa fare a
San Giovanni Gemini e Cammarata

Svariate sono le attività che si possono svolgere nei nostri comuni, decine di ristoranti che trattano proprio i prodotti dei monti Sicani, garantendo altissima qualità ad ottimo prezzo, inoltre, tantissimi posti dove poter alloggiare tra hotels, agriturismi B&B case vacanze.
Vastissima scelta di Negozi, locali notturni a disposizione nel cuore cittadino,oltre che la bellezza del territorio stesso con il suo maestoso monte Cammarata che domina sovrano.

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Per gli appassionati della "Magna via Francigena" è un'occasione da non perdere scoprendo il territorio a piedi, scopri la pagina dedicata... 

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Amiamo la natura
Per fare della propria vacanza un momento da ricordare con piacere non bisogna lasciarsi scappare la possibilità di conoscere il territorio immergendosi completamente in esso. La natura è il rimedio più sano per dimenticare le preoccupazioni e trovare una dimensione surreale dove rigenerarsi e scoprire i piaceri della vita. Lasciatevi catturare dalla magia di paesaggi incontaminati e ricchi di attrazioni tra i monti Sicani in Sicilia

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