Aperta al pubblico, Si trova in Piazza Francesco Crispi a Cammarata

Come si presenta

Nell’attuale chiesa di San Domenico troviamo il quadro della Madonna di Monserrato firmato da Carlo Lo Presti. Dinanzi alla stessa cappella infatti vi era la sepoltura di tutta la famiglia Lo Presti. Poi abbiamo la statua di San Michele in legno dorato e il quadro di San Domenico a cura di Vincenzo Lo Presti. La Madonna del Rosario donata da Francesco Lo Bue nel 1726, statua scolpita a Napoli nel 1624. Abbiamo anche la statua della Madonna Addolorata alta circa 1,80 metri e reca sul piedistallo lo stemma della famiglia Traina: secondo una tradizione conservata nella famiglia, un loro antenato che una sera tornava dalle campagne, fu fermato da una donna vestita a lutto che gli suggerì di cambiare strada perché i suoi nemici gli avevano teso un agguato. Il signor Traina, devoto all’Addolorata, attribuì a lei quell’intervento miracoloso e fece scolpire questa statua per la chiesa di San Domenico. Vi sono il crocifisso di Sant’Antonio, una scultura in legno assai bella e pregiata, la statua di San Vincenzo Ferreri ad opera di Antonio La Bella e la statua della Madonna del Carmine, comprata all’inizio del secolo. La Chiesa è stata retta per diversi anni da Mons. De Gregorio il quale l’ha arricchita con diverse tele ed ha restaurato le vecchie opere e in ultimo ha fatto realizzare un organo con 540 canne. 

Chiesa San Domenico 

Cammarata

Storia

Sino alla fine dell’ 800, esistevano diversi ordini religiosi che avevano sede in propri conventi, fra essi pure i Domenicani. L’edificio, oggi adibito a Liceo Scientifico, con annessa chiesa risalente al 1509, sorge dove un tempo era ubicata l’antica chiesetta ed Ospedale di Sant’Antonio Abate. La chiesa, popolarmente conosciuta come San Domenico, fu distrutta nel 1913 da un incendio ma venne ricostruita intorno gli anni 1931-1934. Sul frontone del suo portale si legge: “Templum Deo Divo Antonio dicatum a predicatoribus colitur” che vuol dire “La chiesa dedicata a Dio e Sant’Antonio è curata dai predicatori”.

L'indice dell'importanza commerciale di Cammarata, che per il forte incremento aveva assunto l'aspetto di un paese, fu l'istituzione di un ospedale (L'ospedale, presso la chiesa di S. Antonio (oggi S. Domenico), esisteva dal secolo XIV ». Poiché l'edificio era crollato, « l'ospedale fu rifondato dai sacerdoti di Cammarata il 6 gennaio 1493 ». Nel 1937, in seguito ai lasciti testamentari dei fratelli Luigi e Salvatore Longo, l'ospedale venne trasferito nei locali di via L. Longo e nel 1984, per motivi igienico-sanitari, in un edificio nuovo di contrada S. Lucia.

Cosa si festeggia:

Da tempo immemorabile nella chiesa di S. Antonio (detta comunemente S. Domenico) si festeggia il 17 gennaio dall'omonima Confraternita. La festa é preceduta da un'ottava in cui, ogni sera, i confrati con alcuni tamburi, fanno il giro del paese suonando i ritmi tradizionali I devoti, di tanto in tanto, alleviano la fatica dei tamburinari offrendo "guasteddi fritti" e vino.

tamburinari ogni sera, eseguita una suonata nella piazza anti- I stante, partono dalla chiesa e vi ritornano al termine del giro. Il giorno della festa si benedice il sale che si fa mangiare agli animali e lo "tastano" anche gli uomini. Anticamente si benedivano oltre agli animali, anche fave, fru. mento, pane che si davano loro a mangiare per renderli partecipi della festa e della benedizione del Santo.

Il giorno della festa molta gente assiste alle sacre funzioni nella chiesa e fa il "viaggio" al Santo, baciandone la bella statua lignea cinquecentesca e offrendo candele o denaro. Gli si raccomandano particolarmente i sofferenti di "fuoco di S. Antonio".

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