Chiesa Santa Caterina

Nella visita del 1540 si legge: "Ecclesia di Santa Catherina in ditta terra in la quali est confratia". Nell'inventario viene menzionato "uno Cruchifixio" senza indicazioni e per l'altare di S. Caterina "uno paviglionecto di tila sopra S. Caterina". Nel 1543 rettori della confraternita erano Francesco Tuzzulino e Narcisio Valluni. Nella visita del 1584 si notano i "multi-mancamenti... e ritrovandosi certi trombetti quali non servino", si ordina di venderli per comperare un vestimento completo e un palio di altare. Nella chiesa di S. Caterina, godevano di patronato attivo e passivo i Mendola.

Con testamento in nr. Casimiro Palumbo del 16-10-1725, Antonino Calcerano lasciava alle eredi Maddalena e Isabella Brignone i suoi beni tra cui un giardino la cui gabella annua doveva servire per celebrazione di messe nella chiesa di S. Caterina, da parte del sac. Agostino Mineo.

 

I beni costituenti il patrimonio della chiesa, vennero incamerati il 20-10-1868. Ma dietro reclamo inoltrato al tribunale civile di Girgenti essi vennero restituiti, con verbale del 17-7-1872.

 

La chiesa tra la fine del secolo scorso e i primi decenni del presente fu curata dal can. Nicolò Mendola Gerardi che già era stato segretario del primo vescovo di Acireale, Mons. G. Genuardi. Dal 1976 ne è rettore il sac. Salvatore Maita che ne ha riparato i tetti e i muri e ne ha rinnovato gli stucchi.