IL CUORE PULSANTE

NEL PARCO DEI SICANI

PALEONTOLOGIA E OROGENESI DEI MONTI SICANI

Monti Sicani, di cui Monte Cammarata con l’altezza di 1578 m., è il componente più alto, sono di origine tettonica e nascono dai movimenti delle placche terrestri durante l’”Era Secondaria” o “Mesozoica”, che inizia 245.000.000 e termina68.000.000 di anni  fa. Durante un percorso di 167.000.000 si delinearono i Continenti che assunsero configurazioni simili alle attuali.
Nel clima caldo - umido tipico del primo Mesozoico, si diffusero i rettili, sia terrestri che acquatici e volatili, sia onnivori che carnivori ed erbivori, che abitarono le primordiali foreste.
Gli sconvolgimenti climatici trasformarono le foreste in giacimenti di carbone, dando luogo all’evoluzione di nuove specie più variegate e rigogliose. Comparvero, prima, le conifere a cui fecero seguito tutte le altre piante e solo verso la fine dell’Era la vegetazione assunse l’aspetto attuale.
Scomparvero i grandi rettili, e comparvero volatili e mammiferi, più adatti al nuovo clima. Fra gli invertebrati si diffusero gli ammoniti, oggi considerati, fossili guida dell’Era Secondaria. I nostri Monti, terre sommerse nel Mediterraneo, emergono nel periodo Mesozoico, con il ritiro delle acque a causa delle alte temperature. Su Monte Cammarata sono stati riscontrati diversi “tipi litologici”: argilliti e calcareniti, calcari e granatine, formazioni tipiche del Mesozoico.
Alcuni strati rocciosi presentano formazioni di argilla verdognola e nerastra, con venature di calcite, altri strati presentano formazioni di calcari e granatine con colature di calcarenite, che sono le formazioni più diffuse e che ne costituiscono l’ossatura. Diverse sono le componenti fossili: halobie, daonelle (molluschi appartenenti all’ordine dei lamellibranchi, privi di testa e costituiti da un sacco viscerale racchiuso nella conchiglia, antenati delle odierne patelle) e poseidonie (alghe) riscontrabili su Monte Cammarata, ed in diversi punti dei Monti Sicani e delle Madonie.

Il territorio

Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina (provincia di Agrigento), in gran parte occupata da rilievi calcarei dell'era mesozoica come Serra Quisquina (1059 m), Serra della Moneta (1188 m), Pizzo della Rondine (1246 m), Monte Gemini (1397 m) e Monte Cammarata (1578 m), il secondo più alto dei Monti Sicani dopo Rocca Busambra.

U savuchiaddu

area attrezzata savochello

L'area attrezzata di Savochello-Monte Cammarata si trova all'interno di una bellissima pineta dotata di un'area ricreativa per i bambini, in grado di accogliere sino a 300 visitatori. Per raggiungerla bisogna seguire la strada che da Santo Stefano di Quisquina porta a Cammarata. Giunti al demanio forestale denominato Ledera, segnalato da specifici cartelli, bisogna imboccare l'unica strada che conduce sulla cima del monte. L'area è dotata anche di servizi igienici, punti di cottura, piste ciclabili e sentieri natura.

Flora

Alle pendici del Monte Cammarata è presente ciò che resta di un antico querceto con esemplari di leccio (Quercus ilex) e roverella (Quercus pubescens), misti a carrubbo (Ceratonia siliqua) ed altre specie da rimboschimento quali cedri (Cedrus sp.), cipressi (Cupressus sempervirens), pini (Pinus sp.) e aceri (Acer sp.). Sulle parti sommitali dominano le euforbie (Euphorbia rigida) e il sorbo meridionale (Sorbus graeca). Sono presenti inoltre numerosi specie endemiche come il dente di leone siciliano (Leontodon siculus), la sesleria dei macereti (Sesleria nitida), il senecio siciliano (Senecio siculus), la bivonea gialla (Bivonaea lutea) e la camomilla delle Madonie (Anthemis cupaniana).

I Monti Gemini e Serra della Moneta ospitano rimboschimenti a cedri (Cedrus sp.), aceri (Acer campestre e Acer pseudoplatanus) e pini d'Aleppo (Pinus halepensis), mentre su Pizzo Rondine sono presenti lembi di leccete (Quercus ilex).

Fauna

La riserva ospita numerosi mammiferi tra cui la volpe (Vulpes vulpes), il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus), la lepre (Lepus europaeus), la donnola (Mustela nivalis), l'istrice (Hystrix cristata), il riccio (Erinaceus europaeus) e il topo quercino (Eliomys quercinus).

Molto ricca l'avifauna rappresentata da specie sia stanziali che migratorie, tra cui si possono citare il regolo (Regulus regulus), la beccaccia (Scolopax rusticola), la capinera (Sylvia atricapilla), il merlo (Turdus merula), il rampichino (Certhia brachydactyla), lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), la cinciallegra (Parus major), il pettirosso (Erithacus rubecola) e il luì piccolo (Phylloscopus collybita). Sono presenti anche numerose specie di uccelli rapaci sia diurni, come il gheppio (Falco tinnunculus) e la poiana (Buteo buteo), che notturni, come l'assiolo (Otus scops), la civetta (Athene noctua), l'allocco (Strix aluco) ed il barbagianni (Tyto alba). Da segnalare infine la presenza del picchio rosso maggiore (Picoides major) e della coturnice sicula (Alectoris graeca whitakeri), due specie a rischio di estinzione.

I sentieri

L'Azienda Demaniale Forestale in numerosi punti della Riserva ha realizzato aree di ristoro con tavoli, la struttura con griglia per la cottura di carne e altri cibi, fontane d'acqua e bagni. Esistono anche diversi sentireri per chi vuole effettuare escusrsioni attraverso i quali si possono ammirare splendidi panorami e centinaia di specie erbacee endemiche e con un pò di fortuna si potranno incontrare anche specie fauniste protette.

La Riserva comprende anche il Fondo Salaci ex tenuta Coffari, un'area estesa 15 ettari, un esempio di macchia mediterranea di enorme interesse. In essa si alternano fitto bosco e presenze erbacee  di grande interesse botanico. La Riserva dispone di un'area attrezzata fornita di servizi igienici, punti cottura, sentieri natura, piste ciclabili e uno spazio arredato con giochi per bambini. All'interno di questa area protetta sono stati allestiti alcuni sentieri che consentono di conoscere il meraviglioso ambiente naturale.

Di seguito ne segnaliano alcuni.

- Itinerario Pizzo della Rondine

Questo percorso è perfetto per godere della natura e dei paesaggi della Riserva, da questi luoghi si possono ammirare panorami stupendi della Sicilia centrale e dei Monti Sicani. Attraversando rigogliosi querceti con un florido sottobosco si giunge sulla vetta Pizzo della Rondine a quota 1246 m. s.l.m. da dove si può ammirare un panorama straordinario. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 al km 9 dopo “ Casa Prussiano”; lunghezza del poersorso 6 km; tempo di percorrenza 3 ore; difficoltà media.

- Sentiero Monte Cammarata

Il sentiero percorre le scoscese pendici del monte, fra le folte boscaglie e gli estesi prati, fino a toccare la cima del monte dove si possono trovare particolari specie di una certa importanza botanica. Lungo il percorso ci si può fermare per osservare la niviera meglio conservata della riserva, costruita a mezza costa sfruttando una cavità naturale con una parete di pietra a secco. Dalla vetta si può godere di un panorama straordinario. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 dopo il “Belvedere”; lunghezza del percorso 6,3 km; tempo di percorrenza 5 ore; difficoltà medio alta.

- Itinerario dei marcati

Lungo questo cammino è possibile soffermarsi per conoscere gli antichi marcati, i tipici ricoveri in pietra per l'allevamento degli ovini. Il marcatu in genere è costituito da: un rifugio per il pastore, chiamato pagliaru, dai recinti per gli animali, da una postazione per la mungitura, chiamata vadile, da un rifugio per gli agnellini rimasti orfani, chiamato zirmuni, e da una postazione adeguata per la produzione del formaggio e ricotta. Caratteristiche itinerario: punto di partenza SP 24 al km 22 ; lunghezza del percorso 7,8 km; tempo di percorrenza 3 ore e 30 minuti; difficoltà bassa.

Scopri le escursioni 

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INFO: contatto@cammaratasangiovannigemini.com 92022 Cammarata, Agrigento,Italia

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