Considerata tra le più belle feste in Sicilia,

scopri il grande evento del maestoso carro trionfale in movimento.

Ha delle origini antichissime poiché è stata celebrata per la prima volta nel 1677 ed è tra le feste più popolari della Sicilia, seguita da ogni parte del mondo. Il protagonista dei festeggiamenti è il Santo Crocifisso del Nazareno.

Il simbolo più rappresentativo e folcloristico della festa è il “Carro Trionfale” in onore del Nazareno che viene trainato per un percorso di 400 metri, simbolicamente, da una coppia di buoi, ma realmente, dai devoti tramite una corda lunga 80 metri.

Il Carro Trionfale, composto da una base a forma di barca e da una torre centrale che s’innalza verso il cielo, celebra il Cristo glorioso;  la “ barca”, nell’iconografia religiosa, ben rappresenta la Chiesa che, guidata da Gesù con il suo popolo, affronta le sfide della storia, invece la Torre rappresenta l’anello di congiunzione fra cielo e terra e può simboleggiare l’aspirazione dell’uomo verso l’infinito.

Le origini

Il Carro Trionfale, costruito in occasione della festa di Gesù Nazareno che si celebra la seconda domenica di giugno, ha sempre attratto e incuriosito per la sua particolare struttura artigianale e per la sua maestosità e imponenza, e per questo, tra le tante feste popolari della Sicilia, la festa di Gesù Nazareno si può certamente definire unica.
Sul Carro di Gesù Nazareno non si hanno documenti con cui tentare una ricostruzione delle sue origini. Certo è, che durante la dominazione spagnola, nei secoli XVI e XVII, in Sicilia ebbe larga diffusione l’usanza di costruire dei carri sacri. Di solito si trattava di strutture solide in legno a forma piramidale, impreziosite da sculture e ricoperte da stoffe dipinte con motivazioni religiose, trainate da buoi, dagli sforzi e dall’entusiasmo popolare in occasione delle feste più importanti o del Santo Patrono.

La struttura

La Costruzione del Carro avviene nella parte iniziale di Corso Francesco Crispi, via principale del paese, e si prolunga per circa quaranta giorni. Da tradizione la legna con cui si costruisce il Carro, che viene conservata in dei magazzini, viene portata fuori dando luogo alla cosidetta “nisciuta di lignama”.

Il Carro Trionfale è uno dei pochi in Sicilia ad aver conservato la struttura in legno ed è l’unico a raggiungere un’altezza di circa 22 metri. Ha forma piramidale ed è costituito da settori quadrangolari sovrapposti, di grandezza a scalare fino alla sommità, dove sono posti la la corona e la croce, simboli di Gesù Nazareno. Il settore più importante è quello posto alla base, a forma di parallelepipedo rettangolo, allungato a poppa e prua come una barca, dove, durante il tragitto, si dispongono le bande musicali di San Giovanni Gemini e Cammarata, che durante la “scinnuta” il sabato e “l’acchianata” la domenica, con le loro musiche sottolineano la trionfalità del Carro.

Dal centro del suddetto parallelepipedo si innalza la trave centrale, asse portante della torre che, per problemi di statica derivanti dalla sede stradale in pendio (6,8% mediamente), presenta il vertice inclinato posteriormente dell’8-10%. Questa particolarità tecnica rende eccezionale la costruzione.
L’intera struttura del Carro poggia su una base dal telaio molto resistente, alla quale sono legati gli assi non mobile e le ruote raggiate, ognuna delle quali ha il diametro di 1,32 metri e la larghezza di 10 centimetri.
Il centro della base, poi, lascia sporgere sul davanti in senso orizzontale la grossa trave lunga 7,50 metri che funge da timone. Quest’ultimo, essendo fisso come gli assi, viene manovrato sapientemente da una ventina di persone e spostato con forti spinte laterali, in modo da consentire al Carro dei movimenti laterali durante il tragitto non completamente rettilineo.
Al blocco che viene a formarsi viene legata sapientemente “a corda mastra”, una grossa fune di “zabara” (agave), lunga circa 80 metri, che serve alla polazione per tirare o frenare il Carro.
La larghezza del Carro, di 4,15 metri, è condizionata dalla limitata ampiezza del corso F. Crispi tra le vie trasversali Papa Giovanni XXIII e Teatro.

L'addobbo

Il Carro esteriormente viene poi addobbato con con stoffe di vario colore, adornato con drappi di velluto, con decorazioni pittoriche, arricchitto di elementi architettonici come costole, colonne, capitelli, cornici, viene poi arricchito da bandiere multicolore, impreziosito nei frontespizi da immagini di Gesù Nazareno, di Maria Vergine e di tutti i Santi venerati dalla pietà popolare Sangiovannese e Cammaratese.

La precendente illuminazione, costituita con festoni di lampade ad incandescenza distribuiti lungo i profili della struttura,  recentemente è stata sostituita da un nuovo impianto con illuminazione tramite fari e strisce a led, ottenendo un effetto molto suggestivo.

Nel 2015, il comitato ha acquisito totalmente la costruzione e l’allestimento del prezioso patrimonio tramandato, mediante l’acquisto della nuova legname, dei tessuti e del nuovo impianto di illuminazione, a tal punto che è stato reso necessario che il Carro subisse subisse una nuova riconfigurazione sia architettonica sia artistico-stilistica.

A tal proposito, molti componenti del Comitato hanno implementato interventi innovativi e nuove linee progettuali che coniugano tradizione ed innovazione.

La policromia dei drappi e i riflessi delle luci creano una tale varietà di colori che incanta gli spettatori.

Storia

Origini, tradizione e Fede Cristiana

Chi vuol rivivere un’esperienza di fede e assistere a momenti di grande folklore, può partecipare alla festa di Gesù Nazareno, che si svolge ogni anno a San Giovanni Gemini la seconda Domenica di Giugno, dove la devozione delle comunità Sangiovannese e Cammaratese si esprime con gesti di particolare significato religioso (processione dei ceri votivi) e simboli di grande valore folklorico (Carro Trionfale).

La festa ha origini molto antiche essendo stata celebrata la prima volta nel 1677, come alcuni documenti testimoniano.

Fu l’arciprete Francesco Giambruno, primo arciprete di San Giovanni Gemini, a commissionare nel 1649 la statua del SS. Crocefisso appassionato intitolato a Gesù Nazareno, ed egli stesso ebbe la licenza dal Vescovo di Agrigento di benedirla.
Tale Crocifisso suscitò una così grande fede e un tale sentimento nei sangiovannesi da essere festeggiato con solennità e portato in processione per il paese.

Dalla metà dell’ottocento in poi la festa si arricchì con il Carro Trionfale.

Dice la tradizione popolare che la statua sia stata trovata da alcuni contadini presso la montagnola Puzzilo, oggi Pozzo di Gesù Nazareno, e di lì la statua sia stata portata in paese su un carro trainato dai buoi che si fermarono nella piazza e quindi la statua venne collocata nella chiesa Madre, prima nel transetto e poi, nel 1758, nell’altare maggiore abbellito in seguito da una cappella adorna di preziosi marmi con le offerte degli emigranti in America.

Il Nazareno

E' una statua lignea di autore sconosciuto, colorata di marrone e dal volto appassionato ma sereno e dolce, con un amorevole sorriso di misericordia e di amore appena accennato, che conquista quanti si recano ai suoi piedi a pregarlo.

Attorno al Crocefisso tre statue di stucco colorate: a destra San Giovanni Evangelista in piedi e Maria Maddalena inginocchiata, mentre a sinistra la Vergine Addolorata ritta.

La devozione a Gesù Nazareno è radicata nel cuore e nella vita di ogni sangiovannese e cammaratese, coinvolgendo anche gli abitanti dei paesi vicini che spesso vengono in pellegrinaggio. Quasta devozione si esprime nell’invocazione di aiuto e nella richiesta di grazie particolari che trovano il loro momento culminante nel “viaggio a piedi scalzi” e nella gratitudine per grazia ricevuta con la commovente processione dei ceri votivi nel giorno della festa.

Una devozione così radicata nella cultura del popolo che gli stessi emigrati se la portano con se ricordandosene nei luoghi di permanenza con momenti e feste particolari come avviene per i sangiovannesi di Bayonne (U.S.A.) che fanno festa nella stessa data portando in processione una copia della statua e riproducendo il Carro Trionfale. (fonte sito ufficiale)